Torre Sicconi a Caldonazzo

Torre Sicconi
Caldonazzo

"Nella stanza del Vescovo del castello di Firmiano a Bolzano, Geremia di Caldonazzo rinuncia nelle mani del Vescovo Corrado di Beseno parte di una proprietà sopra il paese per avere il concesso di costruire un castello in vetta al Monte Rive.."

In epoca medioevale per feudo si intendeva un'unità politica costituita da una certa estensione di terre e di località abitate in godimento di una persona di alto rango che diveniva vassallo di chi gli aveva dato in amministrazione i luoghi stessi, in questo caso il Vescovo di Trento.

La giurisdizione di Caldonazzo comprendeva gli odierni abitati di Calceranica, Centa, Lavarone, Luserna, Casotto, Pedemonte e Palù. Quale feudo, Caldonazzo apparteneva politicamente al Principato vescovile di Trento, mentre dal punto  di vista ecclesiastico era inserito nella diocesi di Feltre.

Il Castello di Caldonazzo venne distrutto nel 1385 dall'esercito scaligero, sembra tuttavia essere stata mantenuta in efficienza la cosiddetta "Torre dei Sicconi". Nel XVI sec. il fortilizio ospitava, a quanto pare, addirittura una piccola guarnigione stabile, al cui mantenimento i sudditi erano obbligati. Nella sua relazione al doge, Francesco Caldogno faceva notare che a Caldonazzo c'era "una piccola corte con una torricella sopra.."

La robusta torre a pianta quadrangolare fu fatta saltare dal Genio militare austriaco, all'inizio delle operazioni belliche con il Regno d'Italia, onde eliminare un facile punto di riferimento per le artiglierie nemiche.