Gioco dell'Oca - Mirano -

Palazzo della Ragione, Padova

Gioco dell'Oca - Mirano -

Mirano
Data della manifestazione: novembre.

La città di Mirano offre, nel corso dell’anno, una serie di eventi e manifestazioni dove, prima fra tutte è il Gioco dell’Oca, la cui origine sembra risalire all’epoca dei Medici, verso il 1580 e di cui la più antica stampa conosciuta è del 1640.
Questo gioco semplicissimo, dove non è necessaria l'abilità ma solo la fortuna affidata ai dadi, permetteva la partecipazione di tutti giovani ed anziani, popolani, borghesi e nobili. Cosicché si diffuse rapidamente tanto che nel XVII° secolo aveva conquistato l'Europa. Molto conosciuto e molto giocato si prestò moltissimo ad essere trasformato in giochi diversi dove nelle caselle vuote si inserirono temi didattici, religiosi, storici, ecc.
Il modello base del gioco venne reinventato e adattato alle esigenze ed alle istanze del momento nelle varie epoche storiche (Giochi di percorso). Si ebbero così il gioco delle civette, il gioco della guerra, il gioco del militare, il gioco della vita di Napoleone, delle favole di Esopo, del giro del mondo, del treno, fino al gioco del giro ciclistico d'Italia.
Il grande "ZOGO DE L'OCA IN PIAZZA" di Mirano riporta il gioco di Carlo Preti su 63 grandi tavole (di 2 metri per 2), rialzate 80 cm. da terra, che disposte attorno all'ovale della piazza formano una grande passerella colorata di circa 130 metri.
La manifestazione in cui i personaggi si propongono doverosamente indossando costumi tipici del Novecento viene realizzata a novembre e vede la partecipazione massiccia di cittadini e di 'foresti', attratti anche dalle ricchezze gastronomiche della festa che hanno come piatto principale l'oca (naturalmente). Attorno all'ovale costituito dalle caselle, vengono innalzate ampie tribune su i quattro lati della Piazza formando così un anfiteatro. A questo si accede attraverso tre grandi portoni simili ai frontespizi delle giostre di una volta.
Le case prospicenti la Piazza e le viuzze circostanti e le tribune stesse vengono addobbate con bandiere e stendardi, insegne e cartelloni del tempo passato. Vi è il recinto con gli animale da cortile, la vecchia osteria, il gioco delle bocce, il fotografo d'epoca.
I partecipanti al gioco, gli organizzatori, moltissimi paesani, hanno ritrovato in soffitte o cantine i vecchi abiti e cose dei nonni: abiti da contadini, da notai e signorotti, da militari, da signore con ombrellino e cappellino, carrettini, vecchie biciclette, carrozzine, carriole, cerchi e trottole.
Artisti di strada, teatrini di marionette, saltimbanchi e "trampolieri", suonatori e mangiafuoco percorrono le viuzze e la piazza allietando ed intrattenendo il pubblico mentre la banda di Mirano, con le vecchie divise di fine '800, suona musiche d'epoca. Ma su tutti si ergono imponenti delle gigantesche oche bianche di legno che sembrano uscire da sotto i portici e sopravanzare i visitatori.
Al "zogo" partecipano sei squadre in rappresentanza delle cinque frazioni di Mirano (Ballò, Campocroce, Scaltenigo, Vetrego, Zianigo) e del capoluogo stesso. I costumi, sono tutti uguali di foggia, ma si distinguono per il colore diverso della fascia e delle calze: verde, giallo, arancione, rosso, blu e azzurro. Ogni squadra è composta da dieci elementi, di cui un capitano che lancia i dadi, un alfiere che sposta la pedina e otto giocatori che intervengono per superare le "prove" richieste dalle caselle.
Le squadre, da una casella all'altra avanzano, retrocedono, pagano pegno, il tutto all'insegna della più pura e divertente competizione. La squadra più abile, ma anche dotata di un fortunato lanciatore di dadi, conquisterà il premio "l'Oca dell'anno" ed una vincita in denaro che, a sua discrezione, dovrà devolvere ad una associazione benefica o sportiva. Divertimento e animazione sono assicurati; al pubblico solo il compito di divertirsi e di tifare!