Giambattista Tiepolo
Zianigo di Mirano, 1696
Madrid, 1770
La Vita
Il legame che unisce Giandomenico Tiepolo (1727-1804) a Mirano è un legame di tipo affettivo ed artistico. La villa di Zianigo è la casa di campagna dove trascorre momenti di riposo dopo la fatica del lavoro, ma è anche il segno tangibile di una carriera coronata dal successo.
Se il patire Giambattista, oberato di lavoro, la godette ben poco, per Giandomenico la casa di Zianigo, nonostante ne condividesse la proprietà con gli altri familiari, assunse un’importanza straordinaria.
Anche se egli aveva la sua residenza a Venezia, dove si era sposato nel 1774, quella fu la casa della sua vita. Solo in quella casa appartata egli ha trovato uno spazio a sua misura, da popolare via via di immagini, per il piacere del suo sguardo e di quello dei suoi familiari.
La villa di Zianigo rientra nella categoria delle case d’artista, come la Quinta del Sorcio di Goya a Madrid, ed è una delle poche superstiti case che i pittori del passato edificarono e decorarono per se stessi e, per il nostro Settecento, la villa affrescata da Giandomenico Tiepolo costituisce veramente un unicum.
E non vi è dubbio che Giandomenico ha voluto lasciare a Zianigo la traccia più cospicua, quasi la storia della sua vita; e la scelta del luogo, una modesta casa di campagna, è già significativa della sua mentalità e dei tempi in cui vive.
Giandomenico preferì affidare il più significativo ricordo di sé alla casa che il borghese senso delle proprietà doveva rendergli più cara: un possesso sicuro dove vivere la vita quotidiana. 1759, 1771, 1791, 1797, sono le date segnate negli affreschi, che danno la sequenza cronologica delle stagioni pittoriche” di Giandomenico in villa.
Ma è tutta la villa che viene affrescata palmo dopo palmo quasi a scandire le tappe della sua progressiva liberazione dell’incombente ombra paterna. Un atto notarile documenta che Giambattista Tiepolo aveva acquistato la casa di campagna di Zianigo il 24 dicembre 1757, si suppone con i guadagni fatti a Wurzburg nel 1753.
Tuttavia è probabile che di questa casa Giambattista non si sia mai interessato, (non a caso il 16 luglio 1760 acquisterà, con delega al figlio Lorenzo, notaio E Zantoderi, una “Casa Dominical, Barchesse e altre Fabriche coloniche” a San Michele del Quarto, tenuta “per uso della faimiglia”) mentre Giandomenico si dedica subito alla decorazione di soffitti e pareti, quasi che fin da allora sentisse la villa di Zianigo come la sua; e il destino sembra assecondare i suoi desideri perché infatti ne divenne l’unico proprietario dopo una serie di passaggi ereditari. Il trionfo della pittura, Il Beato Gerolamo Miani che recita il rosario, Rinaldo abbandona il giardino di Armida, L’altalena del satiro, Il minuetto in villa, La passeggiata, Il mondo nuovo, Pulcinella che gozzovigliano, Pulcinella e saltimbanchi, sono solo alcuni capolavori di Giandomenico famosi in tutto il mondo e le cui tracce sono rimaste nella villa di Zianigo (gli strappi originali sono in deposito al Museo di Ca’ Rezzonico di Venezia).
Ma a rafforzare ancora di più il legame tra Giandomenico Tiepolo e Zianigo sono le numerose opere dell’artista sparse un po’ dovunque nel territorio di Mirano.
Le opere dell'artista nel territorio veneto:
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| Fuori dal territorio veneto, le opere sono conservate presso i più importanti musei d’arte internazionali. |